…quando avevamo sete e riempivamo il bicchiere di acqua di rubinetto. Stavamo fuori tutto il pomeriggio e le nostre madri non si preoccupavano di dove andavamo. A volte fumavamo una sigaretta in quattro e poi scavalcavamo un muro per rubare un limone e mangiarlo, così l’alito non puzzava di fumo.

Quando diventammo maggiorenni facevamo tardi, ma talmente tardi che d’estate tornavamo a casa quasi all’una di notte. Andavamo nei locali a bere una birra, il più pazzo ne prendeva due! Il sabato si andava in discoteca e quel ritmo così vario ti faceva ballare in maniera sempre diversa e fantasiosa, aspettando il momento del ballo lento: occasione unica per avvicinare la persona dei tuoi sogni (se ne avevi il coraggio!).

Come abbiamo fatto a sopravvivere…

…senza i computers, videogiochi o Internet; non avevamo neanche i cellulari! Non c’erano le chat e gli sms, avevamo soltanto degli amici. Quando ti piaceva una ragazza passavano mesi pur di riuscire a rivolgerle la parola. Siamo sopravvissuti senza la droga. Ci divertivamo giocando a nascondino o a “mosca cieca”. Giocavamo per strada e poteva capitare che tornavi a casa con il ginocchio “sbucciato”.

Come abbiamo fatto per tanti anni senza portare il casco sul motorino. E in macchina poi? Non avevamo neanche le cinture di sicurezza istallate! Come abbiamo fatto per tanti anni senza le strisce blu e le park card per regolare i parcheggi. Le coppiette andavano in quelle strade dove la sera c’era poca luce, per avere un po’ di intimità. Per non parlare della scuola, con quei professori che ci sgridavano quando facevamo un’assenza o buttavamo una carta a terra; i bidelli facevano tante storie quando, a Carnevale, portavamo i coriandoli a scuola perchè si infilavano ovunque e te li trovavi sempre tra i piedi.

Mi ricordo anche quando, con i miei amici, compravamo la coca-cola. Conservavamo il vuoto incuranti del pericolo di una contaminazione di qualche microbo, così il salumiere non ci faceva pagare la bottiglia. Sul marmo in cucina avevamo la “bottiglia del latte”. Era sempre la stessa: il latte lo prendevi alla Centrale del Latte della tua città, ora abbiamo il tetrapak. Non si riciclava il materiale, lo riutilizzavamo. Per non parlare di mio zio che concimava la terra con lo sterco di mucca e noi prendevamo la frutta dagli alberi e la mangiavamo. Mangiavamo anche un sacco di cioccolata, ma pochi erano obesi.

I bambini venivano fotografati senza malizia e potevano correre per tutta la spiaggia senza pericoli. Potevamo fare il bagno vicino casa. Le stazioni del treno non avevano i varchi. La televisione non aveva regole: potevi guardare un film senza scene esplicite di violenza o di sesso, tranne i films di Bud Spencer e Terence Hill in cui si davano tante scazzottate. I dischi si graffiavano, ma per fortuna ora abbiamo i cd. Con papà andavo ogni anno a raccogliere i mirtilli in campagna. Le terre non erano recintate.

Eppure siamo sopravvissuti.

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