Era un pomeriggio di primavera quando mi trovavo in una sala riunioni. Il relatore non era ancora arrivato, ma il proiettore era acceso. Dopo qualche minuto, sullo schermo apparve una scritta: “Al fine di salvaguardare il pianeta, questo proiettore andrà in risparmio energetico e si spegnerà tra qualche secondo”. Mi sembrò un po’ eccessivo, ma mi diede da riflettere. Questa frase “Salvare il pianeta” ricorre spesso ultimamente, ed è anche giusto. Molti siti su Internet danno consigli su come salvare il nostro pianeta, ma la frase mi suona un po’ male.

Il pianeta Terra

Esiste da circa 4,5 miliardi di anni e se l’è cavata benissimo senza di noi. Anzi, direi che l’opera finale è stupenda. Le opere di madre natura sono molto più belle delle bellezze artificiali create dall’uomo. Al nostro pianeta è successo qualcosa che ha dell’incredibile, qualcosa che ha permesso alla vita di proliferare incessantemente.

Cosa c’è fuori dal nostro pianeta

Esplorando il cosmo, i nostri moderni astronomi non sono ancora riusciti a trovare un pianeta simile al nostro. Questo dimostra quanto siamo fortunati e come stiamo buttando al vento questa fortuna, minacciando continuamente un equilibrio che, cambiando, potrebbe essere fatale a noi.

Salvare il pianeta?

A me viene sempre in mente di sostituire la frase “salvare il pianeta” con “salvare la razza umana”. Perché il pianeta, senza di noi, non muore. Anzi, si evolve. Con o senza di noi il pianeta Terra continuerà a girare su sè stesso e a rivoluzionare intorno al Sole. Continuerà a generare nuove forme di vita e le vecchie si estingueranno. La fine della razza umana non coincide con la fine del mondo. Quando finirà la razza umana, il pianeta Terra continuerà ad alternare le stagioni, ma con altri esseri. Non siamo gli ideatori di questo pianeta, siamo ospiti.

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