Solite cose all’italiana. Ma procediamo con ordine.

Cosa è il Programma Cashback

Il programma Cashback nasce con l’intento di invogliare il popolo italiano all’utilizzo dei pagamenti elettronici al posto della valuta in contanti. E lo fa con un incoraggiamento interessante: restituire il 10% di quanto si è speso. Se nell’arco di 6 mesi facciamo almeno 50 transazioni ci viene restituito il 10% di tutte le spese direttamente sul conto corrente (massimo 15 euro per ogni transazione), fino ad un massimo di 150 euro. E così sarà, o almeno spero perché il periodo in cui è stato scritto questo articolo riguarda proprio i primi 6 mesi. Facciamo qualche esempio:
spesa al supermercato, spendo 70 euro, mi vengono riconosciuti 7 euro;
compro una televisione nuova, spendo 700 euro, mi vengono riconosciuti 15 euro.

Risposta degli italiani

Dopo il fallimento dell’App Immuni durante il periodo di Covid-19 perché eravamo tutti sospettosi di essere tracciati dall’ometto nero di turno, ci sfiondiamo senza indugi a comunicare le informazioni “minime” necessarie per partecipare all’iniziativa, pur sapendo che I nostri dati personali verranno conservati per 10 anni dopo la nostra cancellazione al programma.

Cosa fare per partecipare

Per partecipare al programma è necessario il download dell’App IO dal proprio smartphone e la registrazione comunicando la propria e-mail personale, codice fiscale (da cui si ricava la data e il luogo di nascita) e l’accesso SPID, che identifica univocamente che tu sei tu. Per semplificare l’accesso accettiamo il sistema della biometria, ovvero registriamo l’accesso con la nostra impronta digitale.

Una volta entrati è importante registrare tutti i pagamenti elettronici in nostro possesso:

  • carte di credito;
  • carte di debito;
  • carte prepagate;
  • pagamenti con smartphone e smartwatch (quelli riconosciuti);
  • e altri ancora che non conosco nemmeno io.

In più diamo anche i’IBAN relativo al numero di conto corrente in modo di ricevere quanto prima il nostro rimborso.

Funziona?

Dipende. Ci sono alcuni metodi di pagamento che non sono riconosciuti, almeno ad oggi, 29 gennaio 2021, dopo quasi due mesi dall’avvio del progetto, tenendo conto anche il mese di dicembre 2020. Stanno lavorando per integrare anche questi metodi di pagamento all’interno di questa splendida iniziativa, ma ad oggi, niente ancora. Occorre prestare molta attenzione conservando gli scontrini, perché potrebbe sfuggire qualche pagamento ed entrare nel vortice dei centri di assistenza (HELP!). Dobbiamo utilizzare solo i metodi di pagamento che abbiamo registrato. E già qui si sta facendo una discriminazione: tutti quelli che si sono comprati l’Apple Pay al costo di X euro dovranno tenerlo sotto il polso della camicia e sfoderare un metodo di pagamento riconosciuto, altrimenti niente 10%. Le domiciliazioni bancarie non contano, ritiratele, prendete le bollette e andatele a pagare con il Bancomat, così vi viene riconosciuto il 10%. E sperate sempre che l’esercente sia abilitato al Cashback o che lo sia la sua banca. YEAH!

Bancomat e Maestro

Il tuo Bancomat potrebbe avere due circuiti di pagamento: Bancomat e Maestro che devono essere entrambi registrati sull’APP. Il Bancomat nella sezione Bancomat, mentre il circuito Maestro nella sezione carte di debito. Purtroppo il circuito Maestro non sempre è registrabile, dipende dal numero di carta che hai sulla scheda Bancomat. Cosa succede quando andiamo a pagare alla cassa? Se il cassiere o il lettore procedono in automatico sul circuito Maestro la transazione non ti viene riconosciuta, e quindi, niente 10%.

Modello open source

Termine molto tecnico, ma importante da sapere. “Tutto il codice delle componenti, tutta la documentazione, le discussioni e gli strumenti di sviluppo sono pubblici e facilmente reperibili” (fonte Guida all’interno dell’APP IO). Vuol dire che le istruzioni dell’APP che hai installato sul tuo smartphone sono a disposizione di tutti (Open Source), anche degli hacker che avranno tutto il tempo di sedersi comodamente alla propria scrivania per cercare una vulnerabilità nel sistema e copiare i tuoi dati.

Conclusione

L’iniziativa è buona, ma non per tutti. Occorreva gestire tutti i metodi di pagamento. In più, risolvere l’emblematica discussione dei commercianti che preferiscono il contante per evitare i costi per ogni singola transazione. Infine, occorreva riconoscere anche le domiciliazioni come pagamento elettronico. Hai altre idee? Aggiungile nei commenti!

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