Di norma, quando si pensa alle piramidi, la prima cosa che viene in mente è che sono delle incredibili strutture edificate dagli antichi egizi. Solamente soffermandosi un poco a riflettere sulla loro forma strana, sulla loro funzione, sui metodi utilizzati per far sì che potessero essere costruite, incominciano a fluttuare nella mente molteplici pensieri.
Indubbiamente, il fascino complessivo di questi magnifici edifici è molto legato al fatto che ancora oggi molte dei misteri legati alle piramidi, non sono stati del tutto spiegati.

Prendiamo, ad esempio, una delle più note conosciute e visitate piramidi e cioè la grande piramide di Giza. Seppure anche sulla data della sua erezione vi sono eterne discordanze, prendiamo per buona una delle date che hanno avuto maggior consensi. Orbene, questa data che è pari a qualcosa come 2570 anni prima della nascita di Cristo, pone degli interessanti quesiti.
Infatti, anche se orami deboli, ognuno di noi conserva nei cassetti della memoria eventi e fatti legati agli antichi egizi e, certo, pensare che qualcosa come 2570 avanti Cristo fosse realizzato con così tanta precisione e bellezza, lascia basiti. E’ giusto per ricordare qualche dato, la grande piramide di Giza che è alta 146,6 metri ed ha una larghezza pari a 230,36 metri, occupa, complessivamente qualcosa come 53.077 metri quadrati.

Quindi, un edificio di veramente sorprendente meraviglia, considerando, oltre a ciò, quando è stata costruita. Ma, oltre che essere una delle più antiche meraviglie del mondo antico, oltre che aver attirato per millenni l’interesse di viaggiatori, scienziati, filosofi, esploratori, storici e archeologi, la grande piramide di Giza è, anche, uno dei meravigliosi e splendenti esempi di come l’antica cultura egizia possedeva e aveva codificato concetti matematici quali misure e proporzioni.

Anche per questa ragione, si può parlare di codifica matematica nella grande piramide di Giza. La geometria, le conoscenze matematiche degli architetti e degli ingegneri dell’antico egizio, quindi, erano davvero considerevoli. Osservandola, successivamente, non come semplice reperto archeologico, si potranno, perciò, fare incredibili scoperte.
Infatti, un altro punto di vista fornito dalla questa piramide è quello dato dalle sue relative proporzioni. Questo fornisce lo spunto per analizzare come e quanto la matematica egiziana sia stata dominata dalla aritmetica, con un particolare accento sulla misurazione e il calcolo in geometria.

A differenza dei greci che hanno pensato astrattamente su idee matematiche, gli egiziani sono stati interessati solo alle applicazioni pratiche.
Nella matematica degli antichi egizi, infatti, non troviamo alcuna traccia di concetti successivi come assiomi o prove. In sostanza, hanno usato le loro conoscenze per risolvere problemi pratici. Hanno calcolato le aree corrette dei triangoli, dei rettangoli e dei trapezi, come pure i volumi del mattone, dei cilindri e, ovviamente delle piramidi.

È interessante notare come siano stati capaci di erigere siffatti monumenti senza utilizzare segni come il più, il meno, il per o quello della divisione. Inoltre, nessun segno di radice quadrata, zeri, o punti decimali sono stati utilizzati. Se volevano indicare un segno, dovevano scriverlo con i geroglifici.
In conclusione, gli egiziani sono stati in grado di risolvere tutti i problemi di aritmetica che vedevano il coinvolgimento delle frazioni, così come alcuni problemi elementari di algebra. Una genialità che affascina, e che, nel contempo, pone numerosi interrogativi.