Gli studi sulla quarta dimensione hanno da sempre affascinato i matematici. Questo perché ogni cosa che va oltre la percezione umana spinge questa categoria di menti folli (ma a volte geniali come i matematici) a voler dimostrare ciò che non è evidente. La dimostrazione dell’esistenza della quarta dimensione non è ancora arrivata, ma più che dimostrazione, qui ci vuole qualcosa che dia la sensazione di “affacciarsi” alla quarta dimensione. Occorre lavorare di intuito. Non servono carta, penna e calamaio, ma solo un po’ di tempo per fantasticare. Beh, qui basterebbe alzare un po’ la testa dallo smartphone e lasciare che la mente sia libera di spaziare attraverso le dimensioni note. Per poter meglio trasmettere questo viaggio e poter dare una spinta verso l’ignoto, quest’articolo non è corredato di alcuna immagine. Lo scopo è quello di trasmettere questa spinta costruendo un movimento nella vostra mente per poi lasciarla libera.

Iniziamo dal principio: la dimensione zero. E’ un punto. Il punto non ha dimensioni, non ha larghezza, lunghezza e/o altezza. Lasciamo che il nostro punto si muova in una direzione, una qualunque direzione. Esso traccerà un segmento che potrà essere misurato con una dimensione: la lunghezza. Ecco che il punto ha attraversato il varco dalla dimensione zero alla dimensione uno.

Lasciamo ora che il nostro segmento (il segmento, non il punto) si muova in una nuova direzione, diversa da quella intrapresa dal punto, di lato. Esso disegnerà un quadrato o un rettangolo. La nostra linea ha attraversato il varco dalla dimensione uno alla dimensione due.
E’ un quadrato e, come per il punto e la linea, non dobbiamo dargli altra dimensione che quelle necessarie e sufficienti per poterlo definire:
il punto non ha dimensioni;
la linea ha la dimensione “lunghezza”;
il quadrato ha la dimensione “lunghezza” e “larghezza”.

Lasciamo ora che il nostro quadrato si alzi. Ora abbiamo disegnato un cubo. Il nostro quadrato è passato dalla dimensione 2 alla dimensione 3. Ora, il problema di molti matematici è quello di dare una direzione al cubo per farlo passare alla quarta dimensione, tracciando il cubo in una qualche direzione. E qui credo che il nostro cubo non andrà da nessuna parte. La nostra mente non riuscirà a dare una direzione al cubo. Perchè?

In realtà la nostra mente non ha scalato alcuna dimensione. E’ rimasta nella terza dimensione. Abbiamo immaginato il punto come una minuscola sfera. Seppur infinitesimamente piccola. E lo stesso abbiamo fatto con il segmento, immaginandolo come un cilindro minuscolo, come un capello. Idem il quadrato, come se fosse stato ritagliato da un foglio di carta.

Da ora in poi dovremo partire dalla dimensione zero, incrementando le dimensioni una alla volta. Se vi vengono le vertigini siete sulla buona strada!