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Ci sono due modi per realizzare una progettazione software: un primo modo è renderla così semplice che, ovviamente, non presenti difetti, l’altro è renderla così complessa che non presenti difetti ovvi.

Anonimo
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Di Admin (del 08/02/2010 @ 02:11:33, in Telefonia, linkato 11 volte)
Di numerazioni a tariffazione diversa ne abbiamo conosciuti tanti. Dal famoso 144 all'166, ecc. Conosciamo anche i numeri 800 che sono i famosissimi numeri verde che pagate solo lo scatto alla risposta e il resto lo paga il possessore del numero. Sono vantaggiosi, voi chiamate, pagate lo scatto e potete stare molto tempo al telefono, tanto non pagate nient'altro. I numeri 199, invece, sono a tariffazione aggiunta tipo l'144. Non costa tanto, l'199 costerà 7 centesimi di scatto alla risposta e dai 10 centesimi a 40 centesimi al minuto.

esempio di utilizzo del prefisso telefonico 800 e 199

Ora porgo all'attenzione del lettore questa immagine (scusate gli ultimi due numeri offuscati per motivi di privacy, comunque non alterano il messaggio di quest'articolo).

Ci sono due numeri di telefono: uno inizia con 800 ed è un Sales support, cioè il supporto di guida all'acquisto di un prodotto. A destra ce n'è uno che inizia con 199 ed è il Technical Support, cioè il supporto tecnico in caso di problemi, appunto, tecnici.

Ecco come in Italia si utilizzano queste numerazioni: quando un potenziale cliente telefona per avere informazioni sul prodotto lo si invoglia a telefonare con un numero verde, in modo da prenderlo nella rete delle offerte e conquistarlo. Poi, appena ha un problema, sarà costretto a telefonare al servizio assistenza che, come ben si sa, le telefonate durano qualche minuto data l'attesa tra i vari palleggi tra interni e messaggerie varie di "Attendere prego, sarete collegati con il primo operatore disponibile" oppure "Ci scusiamo con il protrarsi dell'attesa", ma i soldi li scalano comunque dal conto del malcapitato.
 
Di Admin (del 02/09/2008 @ 01:10:49, in Informatica, linkato 13 volte)
Dopo mesi di silenzio, torno con un argomento che interessa i webmaster, ovvero, quella fetta di webmaster che vogliono guadagnare su Internet con i vari metodi di affiliazione, pubblicità, advertising in pratica.

Facciamo un flashback sull'argomento, poche parole per riepilogare l'organizzazione pubblicitaria su Internet e come l'hanno pensata i nostri studiosi di marketing. Parliamo dei famosi banner che appaiono sulle pagine del web. La pubblicità è l'anima del commercio, per tutti, e questa non è una novità. Per fare pubblicità su Internet ci si avvale dei banner per farsi conoscere. Ed è come in televisione che una pubblicità vista tante volte il prodotto entra nella nostra testa anche se facciamo altro. La canzoncina fa parlare, come fa parlare l'attrice o la promozione. Fa ridere o è varia, la pubblicità in televisione è penetrante perchè ripetuta. Per carpire l'attenzione del potenziale cliente bisogna essere ripetitivi e martellanti. Le emittenti televisive si fanno pagare per ogni volta che la pubblicità viene trasmessa in base al proprio listino.

Su Internet la cosa non cambia tanto: un sito trasmette i banner e si fa pagare, almeno questo funziona per i siti importanti. Per i siti più piccoli funziona diversamente. Ci si affida ad aziende come Zanox o Tradedoubler per avere mercanti che vogliono esporre i propri banner su Internet. Queste aziende si pongono al centro tra mercanti e affiliati. Domanda e offerta. Il mercante chiede all'azienda di esporre i propri banner e l'affiliato chiede di esporre banner sul proprio sito dietro compenso.

In altre parole, se io ho un'attività e voglio farla conoscere come faccio? Chiedo a grandi aziende come Tiscali di passare il mio banner sul proprio sito oppure a chi? Contatto una di queste aziende e chiedo di esporre i miei banner. D'altra parte se io sono un webmaster e voglio guadagnare qualcosa con Internet che faccio? Voglio esporre banner e farmi pagare per questo, quindi, contatto l'azienda.

Come funziona l'advertising su Internet

Esistono varie forme di remunerazione su Internet, riepilogo quelle più importanti:

Pay for Impression

Il webmaster si fa pagare per il numero di volte che visualizza il banner del mercante. Un pagamento onesto potrebbe essere 1 euro per 10000 impression. Ogni volta che sul sito del webmaster viene visualizzato un banner, un contatore incrementa il conto del webmaster di 0,0001 euro. Questo metodo è stato abolito perchè il mercante non sa se il banner è stato visto dal navigatore di Internet, non ne ha la prova. Il banner potrebbe essere in fondo alla pagina e il navigatore potrebbe non vederlo (Soluzione: il banner può essere visualizzato solo se l'area del banner è visibile al navigatore).

Pay for click

Il webmaster viene pagato se l'utente fa click sul banner. Qui c'è la certezza che il navigatore ha visto il banner, perchè ci ha anche cliccato sopra. Avrà visto anche il sito. La paga è più alta perchè il webmaster percepisce fino a 0,07 euro a click generato dal proprio sito. Anche questo metodo sta andando in disuso perchè il mercante non sa se il cliente che ha visitato il sito ha poi acquistato qualcosa (Però l'ha visto).

Pay for Lead / Pay for Action

Il webmaster viene pagato se il navigatore effettua un'azione precisa. Qui il webmaster viene pagato in percentuale, a volte anche al 30% dell'importo che l'utente ha speso attraversando il sito. Qui c'è effettivamente l'azione e il rientro economico: l'azienda è felice di pagare il webmaster perchè gli ha generato effettivamente un ingresso economico.

Sono forme interessanti di business su Internet. Fastweb o Sky pagano addirittura 50 o 60 euro per ogni iscrizione avvenuta tramite il proprio sito.

Perchè l'advertising non funziona.

Caso 1: non compro subito.

Vengo sul tuo sito, vedo il banner, me ne vado dal tuo sito e vado sul sito del mercante. Vedo tante cose che mi interessano, ma non compro subito. Vorrei pensarci su. Nel frattempo, mi appunto il nome del sito, poi si vedrà. Dopo la navigazione mi piace sempre cancellare i cookie dal mio pc. Domani faccio l'acquisto, ma avendo cancellato i cookie, ho cancellato anche il passaggio dal tuo sito. Hai perso la vendita.

Caso 2: navigo dall'ufficio

in ufficio vedo qualcosa che mi piace (passando per il tuo sito) e mi segno il nome del sito. Farò l'acquisto da casa, con la mia carta di credito. In ufficio non sono tranquillo, ma a casa sì. Acquistando dal computer di casa e non passando per il tuo sito che ho già dimenticato, perdi la vendita.

Caso 3: compro dopo la scadenza del cookie

Sono indeciso. Per quell'acquisto voglio aspettare la fine del mese per vedere come va il bilancio. Aspetto e il tuo cookie scade. Hai perso la vendita.

Caso 4: vado dal mio negoziante di fiducia Passo per il tuo sito e vedo un prodotto che mi piace. Non compro su Internet, preferisco andare al negozio. Il mercante ha comunque venduto il prodotto, ma tu non ci hai guadagnato. Hai perso la vendita.

Caso 5: l'utente fa l'acquisto, ma...

La campagna è scaduta e tu non hai tolto il banner dal tuo sito. Hai perso la vendita perchè non ti viene riconosciuta.

Caso 6: compro dal sito di un altro

La voglia di acquistare il prodotto cresce e scoppia dopo averlo visto su un sito successivamente il tuo. Il tuo sito perde la vendita perchè l'utente ha cliccato sul banner di un altro, tanto per lui è la stessa cosa.

Qualcuno potrà dire: ma tu li hai i banner, ma quanto ci guadagni? Poco o niente, questa è la risposta. Appena ho un po' di tempo li tolgo tutti.
 
Di Admin (del 19/03/2008 @ 01:09:25, in Varie, linkato 47 volte)
Aeroporto di Parigi. Charles De Gaul. Sono le ore 16.00 circa. Milan Christopher è un finlandese che deve raggiungere Nantes. Deve farlo con il volo AF 7730 con partenza 17.10. E' una persona alta, robusta, capelli biondi, di quel biondo nordico così come sono celesti i suoi occhi chiari, tipici delle loro terre. Christopher deve raggiungere la sua meta e, come ogni viaggiatore, si reca al check-in per prendere la sua carta d'imbarco. Si mette in coda e aspetta il suo turno. E' l'aeroporto di Parigi, ci si aspetta sempre qualcosa di bello dall'aeroporto di Parigi, invece lascia esterrefatti i viaggiatori che per la prima volta lo vedono. E' squallido, semplice. D'altra parte è una zona di transito. Non si vede la Torre Eiffel, anche se nei films girati a Parigi si vede la Torre Eiffel da qualsiasi camera d'albergo.

Torniamo al nostro personaggio. E' finlandese, ma per il nostro evento ha poca importanza. Si chiama Milan Christopher. Non dimentichiamoci il suo nome. E' importante. Christopher ha terminato la sua attesa ed è arrivato il suo turno. Si reca presso la hostess del check-in, presenta il suo passaporto e il suo biglietto elettronico e gli viene consegnata la carta d'imbarco. Fin qui è tutto banale. E' normale. Quasi noioso. Ma la curiosità è forte e ci spinge a continuare a leggere. Entra in scena un altro personaggio, Milano Enrico. Anche lui fa la fila e prende la sua carta d'imbarco. Christopher e Enrico non si conoscono, non si sono mai conosciuti. Nessuno era a conoscenza dell'altro. L'unica cosa che li accomuna in quest'evento, l'unico incrocio che hanno avuto le loro vite è il prendere lo stesso aereo che va a Nantes. E' lo stesso volo. Sia Christopher che Enrico attraversano il primo varco. E' un varco controllatissimo. Bisogna togliersi tutti gli oggetti metallici e disporli in un cesto, insieme al soprabito, al cellulare, al computer e altri apparecchi elettronici che potrebbero insospettire il personale addetto al controllo. Seguiamo Enrico, ma Christopher dovrà fare lo stesso se vuole imbarcare a bordo di quell'aereo.

Enrico si toglie anche la cintura dei pantaloni, potrebbe suonare anche quella. Attraversa il varco che lo controlla elettronicamente, mentre i bagagli vengono trasportati da un nastro che trascina il cesto e il bagaglio a mano attraverso il controllo elettronico e i raggi X per controllare se è tutto nella norma. Una leggera perquisizione al passeggero imbarcante per assicurarsi che non sta trasportando bombe, coltelli, pistole o altro sul genere. Enrico viene fermato. Porta cavi elettrici e il controllo si vuole accertare che non sia qualcosa che viola le leggi aeroportuali. OK. Tutto è andato a buon fine e ci si può mettere a sedere nella sala d'attesa. Nell'aeroporto CHARLES DE GAUL di Parigi ci sono giornali quotidiani di varie lingue. C'è qualcosa in italiano, forse anche un giornale finlandese.

Siamo pronti. Inizia a lampeggiare l'insegna "Embarquement/Boarding" sul display luminoso che indica il volo per Nantes. E' il volo AF 7730 che va a Nantes. Enrico e Christopher devono prendere lo stesso volo. Ci si mette in fila. Christopher presenta il suo passaporto e la sua carta d'imbarco alla hostess che controlla se i dati corrispondono. La hostess inserisce il biglietto nella macchinetta elettronica che controlla la validità del biglietto. OK. Può andare. Arriva il turno di Enrico. ALT! Qui c'è qualcosa che non va. Christopher è, nel frattempo, salito a bordo, ma Enrico viene fermato dalle autorità. Viene chiesto, ad Enrico, di aspettare due minuti. Niente di grave. Tutto si svolge velocemente. La hostess digita nervosamente sul terminale ed è al telefono con qualcuno. Non dicono niente. Enrico si spazientisce, ma viene rassicurato che non perderà l'aereo. Non si sa cosa è successo, ma il terminale di controllo non ha convalidato il biglietto di Enrico.

Il biglietto di Enrico non è valido, ma lo fanno passare lo stesso. La hostess squadra Enrico in maniera strana, quasi come per capire che cosa c'è che non va in Enrico. Enrico va verso il bus che lo porterà a Nantes e lì incontra un altro controllo. Gli controllano il passaporto e la carta d'imbarco. Tutto OK. Sale sul bus che lo porta all'aereo. Un ulteriore controllo all'ingresso dell'aereo: viene controllato il passaporto e la carta d'imbarco. Tutto OK. Enrico va verso il suo posto. E' il posto 09C. Ed è qui che accade qualcosa di sconcertante. Quel posto è occupato. C'è un'altra persona al suo posto. E' Christopher, il finlandese. Enrico mostra il suo biglietto dicendo che quello è il suo posto. Anche Christopher mostra il suo biglietto. Anche sul biglietto che mostra Christopher c'è scritto 09C. Ma sul suo biglietto c'è scritto anche qualcos'altro di strano. C'è scritto Milano Enrico. Lo stewart a bordo accomoda senza fare tanto baccano il nostro Enrico in un altro posto e acquieta tutto senza che gli altri passeggeri si accorgano dell'accaduto. L'aereo si alza in volo e procede tutto regolarmente. Christopher ed Enrico non si incontreranno più.

Il fatto. Christopher, al check-in, ha avuto la carta di imbarco di Enrico. La hostess non se ne accorge, neanche lui. Ha superato quattro controlli oltre a quello elettronico, ai raggi x, alla perquisizione. A tutti e quattro i varchi gli hanno controllato sia il passaporto che la carta d'imbarco. Credo che venga fatto per controllare se il nome e il cognome che sono sul biglietto corrispondono ai dati scritti nel passaporto. Ma non viene fatto, nel nostro caso. In più, Enrico si diverte tanto a mostrare la pagina del suo passaporto con la data scaduta, invece di mostrare la data del rinnovo. Nessuno si accorge che una persona imbarca con il biglietto di un altro. Nessuno controlla le scadenze dei passaporti. Questa è la sicurezza applicata all'aeroporto parigino CHARLES DE GAUL, aeroporto dove non si scorge neanche la punta della Torre Eiffel, ma che di francese ha tutto.
 
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